le crisi succedono. un cliente importante minaccia di andarsene. un progetto critico va in ritardo. un membro chiave del team si licenzia all'improvviso. in questi momenti non hai tempo di analizzare tutto con calma.
ma decidere in fretta non significa decidere a caso. serve un metodo che funziona anche sotto pressione.
il primo errore
quando succede qualcosa di brutto, l'istinto è fare subito qualcosa. qualsiasi cosa. muoversi sembra meglio che stare fermi.
ma agire senza pensare spesso peggiora le cose. quindi il primo passo è fermarsi dieci secondi. respira. poi agisci.
dieci secondi sembrano niente ma fanno la differenza tra reagire e rispondere. tra una mossa disperata e una decisione ragionata.
separa urgente da importante
in crisi tutto sembra urgente. ma non tutto è davvero importante. alcune cose possono aspettare, altre no.
chiediti: cosa succede se non facciamo niente per un'ora? per un giorno? se la risposta è "niente di irreversibile", non è così urgente come sembra.
concentrati sulle cose che hanno conseguenze irreversibili se aspetti. il resto può attendere.
non tutto quello che urla è importante. concentrati su ciò che ha conseguenze irreversibili.
limita le opzioni
quando sei sotto pressione, valutare troppe opzioni ti paralizza. tieni massimo tre alternative. se ne hai di più, elimina le peggiori velocemente.
per ogni opzione chiediti: qual è il caso migliore? qual è il caso peggiore? possiamo gestire il caso peggiore?
se il caso peggiore di un'opzione ti distrugge, quella opzione non è un'opzione. è un suicidio.
coinvolgi poche persone
in crisi troppi cuochi rovinano la minestra. coinvolgi solo le persone che possono davvero contribuire alla decisione o che devono implementarla.
riunioni grandi in situazioni di emergenza sono inutili. tutti parlano, nessuno decide. meglio due o tre persone che sanno di cosa parlano.
decidi e comunica
una decisione mediocre presa subito è meglio di una decisione perfetta presa troppo tardi. nelle crisi, la velocità conta.
una volta deciso, comunica chiaramente. cosa abbiamo deciso. perché. cosa significa per tutti. chi fa cosa.
la gente sopporta meglio le decisioni difficili se capisce il ragionamento dietro. non serve che siano d'accordo, basta che capiscano.
accetta che sbaglierai
con informazioni incomplete e poco tempo, alcune decisioni saranno sbagliate. è normale. non puoi evitarlo.
quello che puoi fare è correggere velocemente quando vedi che qualcosa non funziona. non insistere su una decisione sbagliata solo perché l'hai presa tu.
dopo la crisi
quando le cose si calmano, analizza cosa è successo. non per cercare colpevoli, ma per imparare.
cosa abbiamo fatto bene? cosa abbiamo fatto male? cosa faremmo diversamente la prossima volta?
le crisi sono ottime opportunità di apprendimento. se non impari niente, la prossima crisi sarà altrettanto caotica.
prepara il terreno
le decisioni in crisi sono più facili se hai fatto i compiti prima. questo significa:
conoscere bene il tuo team. sapere chi è bravo in cosa. chi mantiene la calma. chi tende a farsi prendere dal panico.
avere procedure chiare per le situazioni più comuni. non serve un manuale di 100 pagine, basta sapere chi chiamare e cosa fare per i problemi tipici.
costruire fiducia nel team quando non c'è crisi. se le persone si fidano di te e tra loro, tutto funziona meglio quando le cose vanno male.
segnali che stai sbagliando
se continui a rimandare la decisione sperando che la situazione si risolva da sola, stai sbagliando. i problemi raramente si risolvono da soli.
se cerchi il consenso di tutti prima di decidere, stai sbagliando. in crisi serve un decisore, non un comitato.
se ti concentri su chi ha causato il problema invece che su come risolverlo, stai sbagliando. le colpe si cercano dopo, non durante.